Haiti. La gente, con le spalle al muro, si fa giustizia da sé…di Giannino Ruzza
I civili si armano per proteggersi dalle incursioni sempre più violente delle gang malavitose
- Giannino Ruzza – Novembre 24, 2024 – 00:48
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Foto: EFE/J. S. (in primo piano l’efferato “Barbecue”)
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Ormai siamo nel War West, tutto è fuori controllo. Possiamo dire che ad Haiti la giustizia è ormai autogestita, in un contesto di caos e anarchia. Nell’isola caraibica, si stanno commettendo crimini orribili, compiuti anche dalla popolazione civile, costretta spalle al muro. Quando la scorsa settimana, bande armate hanno cercato di invadere il quartiere lussuoso di Pétion-Ville, civili armati hanno affrontato le bande in strada. La Rete Nazionale per la Difesa dei Diritti Umani, ha annunciato che almeno 108 membri di bande criminali sono stati uccisi ad Haiti in tre giorni, vista la rescrudescenza e l’intensificazione di sanguinose razzie da parte delle gang che stavano cercando di prendere il controllo del paese, principalmente nei quartieri più abbienti della capitale, Port-au-Prince. Secondo Pierre Espérance, direttore esecutivo di RNDDH, diversi criminali sono stati uccisi dalla polizia, con la popolazione che ha persino dato fuoco in strada ai corpi dei malviventi. Civili esasperati – ha sottolineato il funzionario – hanno messo mano alle armi, per proteggersi dalla disperazione che da anni grava sulle loro spalle. In questi giorni ci sono stati 90 morti: 25 nel quartiere di Canapé Verte e altri 15, lungo la Route Panaméricaine, mentre giovedì scorso sono stati uccisi 6 membri di bande, tra Delmas 57 e 59 e il quartiere Christ-Roi. Come si può spiegare che dal 2018 ci siano stati tutti questi massacri, tutti questi stupri, questi rapimenti e non ci sia stato alcun processo? Non c’è molto da aggiungere, se non dire che il sistema giudiziario è completamente collassato ad Haiti. Da parte sua, il nuovo Protettore Pubblico, Wilner Morin, ha sottolineato: “Siamo in una situazione in cui le persone si sentono costrette a farsi giustizia da sole. Questo è molto grave”. Nel settembre scorso, l’Unità per i Diritti Umani, dell’Ufficio Integrato delle Nazioni Unite, ha indicato in un rapporto che gli atti di auto-giustificazione commessi da gruppi non organizzati e di autodifesa sommaria “Bwa Kale”, spesso agiscono con l’approvazione della polizia. Il documento osserva che negli scontri cruenti le vittime sono state uccise a colpi di machete, lapidate , decapitate, bruciate vive, ma anche sepolte vive. Raccapriccinate!
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