Panella coinvolge con “Il Libro Nero di Hamas”…di Giannino Ruzza
- Giannino Ruzza – Settembre 23, 2024 – 23:17
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foto: Giannino Ruzza
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Sold out al Convento San Francesco di Pordenone anche per Carlo Panella per “Il Libro Nero di Hamas”, presentato da Michelangelo Agrustri, presidente di Pordenonelegge, che ha introdotto il tema dell’antisemitismo islamico, centrale nell’opera, che dal pogrom del 7 ottobre è riaffiorato e si è diffuso come virus inestirpabile in gran parte del mondo, democratico occidente compreso. Agrusti ha evidenziato alcuni aspetti del libro, le radici profonde, ma celate, del secolare conflitto israelo-palestinese, l’odio viscerale nutrito nei confronti del popolo israeliano al quale viene persino negato il diritto di esistere, oltre a sottolineare lo spirito di conoscenza e verità tipico dello scrittore genovese. “Il libro nero di Hamas”, è un saggio ricco di dati e considerazioni, “un libro coraggioso”, ha concluso Agrusti, prima di passare la parola all’autore.
Proprio in queste ore, ha esordito lo scrittore, la Guida suprema della rivoluzione islamica Ali Khamenei ha ribadito che l’unità dei paesi islamici distruggerà Israele. Una frase che si incarna perfettamente in Hamas finanziato dagli iraniani. Un conflitto che nasce nel 1918 con il crollo dell’impero ottomano, e per questo si doveva decidere cosa fare della Palestina. Nel tempo – ha proseguito – nei confronti del conflitto israelo-palestinese ci sono state da parte araba due componenti: una parte minoritaria disposta al dialogo, alla distribuzione del territorio, a trovare delle soluzioni, e un’altra componente radicale capitanata dal Mufti di Gerusalemme (gli ebrei, ripeteva, non devono toccare nemmeno una pietra di Gerusalemme) che non voleva concedere una parte del territorio agli ebrei anche a fianco di uno stato palestinese, che, ahimè, come ho riportato nel mio libro, risale al Corano. Se il Corano fosse interpretabile così come noi cristiani e gli ebrei hanno interpretato la Bibbia, si arriverebbe a una risoluzione storica. Ma con il Corano non si può fare, in quanto non interpretabile.
Gaza
La popolazione di Gaza è scudo umano a protezione dei combattenti. Il capo di Hamas ha detto: per la nostra causa noi abbiamo bisogno di tanto tanto sangue. L’autore ha parlato della rete di tunnel sotterranei dove un centinaio di israeliani sono ancora tenuti in ostaggio dei terroristi, tra cui due bambini uno di 8 mesi e il suo cuginetto di 14 mesi. Imperdonabili. Se Hamas rilasciasse i circa 100 ostaggi ancona nelle loro mani la guerra finirebbe immediatamente.
Hezbollah
Hanno in dotazione circa 150mila missili che possono essere lanciati verso Israele. Non c’è Iron dome che tenga, anche se riuscissero ad abbattere il 90 per cento dei droni lanciati, capite benissimo che i 15mila restanti cadrebbero su Israele causando morti e danni incalcolabili.
Escalation del conflitto
Che ci sia una escalation del conflitto è secondo me molto probabile, l’unica ipotesi che ciò non avvenga è affidata alla diplomazia americana, non certo all’ONU, attraverso la mediazione del Segretario di stato americano Antony Blinken, molto bravo a mio avviso nel condurre la trattativa, impegnato su tutti i fronti per trovare una soluzione tra Hezbollah e Israele anche se mi pare che al momento la trattativa si sia arenata.
Agrusti, se l’Iran avesse in questo momento la bomba atomica la situazione sarebbe diversa?
L’Iran è vicino al 90 per cento dalla sua realizzazione. A quel punto cambierebbe radicalmente il concetto di deterrenza. Perché? La bomba atomica può essere costruita e lanciata in molti format e potenza. Ci sono mini bombe atomiche, un centesimo meno potenti di quelle di Hiroshima-Nagasaki, con grande forza distruttiva ma con effetti limitati di fall out. L’odio antisemita, l’ideologica di matrice religiosa, dunque apocalittica, non intesa per risolvere la questione, fa sì che esista un pericolo concreto, questo gli iraniani lo ribadiscono costantemente. Attraverso il lancio di bombe tattiche possono arrivare a distruggere e uccidere anche un milione di persone in una città come Tel Aviv. Ali Khamenei lo dice sempre, datemi la bomba atomica e io distruggerò Israele.
L’attacco del 7 ottobre è stato come l’attacco alle Torri Gemelle di New York. Nessuno si immaginava potesse accadere una cosa del genere.
Il blocco Cina, Iran, Russia che sta attaccando l’Ucraina con la mediazione tra stati, che si dimostra non funzionare, con l’Onu che come dicevo non esiste, potremmo trovarci ad affrontare scenari difficili e imprevedibili. Vi ricordo che noi italiani abbiamo subito 91.150 morti civili dal tra il 1943-45 per i bombardamenti alleati. Alleati che per liberare l’Italia e l’Europa dal nazifascismo hanno fatto esattamente quello che stanno facendo a Gaza gli israeliani. Ci sono due ragioni. La prima, perché non riescono a liberare gli ostaggi nascosti nella ragnatela dei tunnel, la seconda per impedire che un altro 7 ottobre si ripeta. Proprio ieri l’aviazione israeliana ha bombardato un edificio in Libano dove si trovavano 14 capi di Hezbollah che stavano progettando un nuovo 7 ottobre. Questa è la realtà in cui noi viviamo.
Accordi di Abramo mancati
Il 6 ottobre, un giorno prima dell’orribile attacco a Israele, Gli Stati Uniti e L’Arabia Saudita stavano firmando un accordo storico che doveva coinvolgere tutti i Paesi del Golfo, pronti a riconoscere lo stato ebraico. Una situazione che avrebbe portato scambi e ricchezza economica all’Arabia Saudita che aveva capito che per uscire dal medioevo, aveva bisogno della cultura, della ricerca, della scienza e della tecnologia ai livelli più avanzati e che glieli poteva fornire proprio Israele. Avrebbe creato una enorme zona di libero scambio, un’integrazione globale, utile alternativa alla via della seta. Un mega disegno strategico che vede Israele e la Palestina, un passaggio fondamentale, tra la parte islamica moderata e quella che vuole la morte degli ebrei. Per questo motivo Hamas va eliminata. Noi stessi abbiamo sconfitto le Brigate Rosse derogando la costituzione, entrando nei covi, ammazzando i brigatisti e violando tutte le regole. Questo abbiamo fatto, ha detto Carlo Panella in conclusione della straordinaria edizione autunnale di Pordenonelegge. E arrivederci alla prossima.Salva
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